08.11.2025
Per quanto riguarda i compiti che si assumono come coniuge e come genitore: questo “sì” è santo quanto qualsiasi ministero. È ciò che spiega chiaramente il sommoapostolo in questo video.
Sommoapostolo Jean-Luc Schneider, 19 ottobre 2025, Kitchener (Canada)
Un ultimo pensiero. È una riflessione personale che proviene da un anziano che, nel frattempo, ha acquisito una certa esperienza: Essere incaricato apostolo di distretto non ti esonera dalla tua responsabilità come coniuge e come padre.
Oggi dici sì per diventare un apostolo di distretto, ma il sì che hai detto per diventare un marito e un padre è sempre valido. Perché dico questo? Perché in passato, siamo cresciuti con quest’idea: lavoriamo per il Signore e il Signore lavorerà per noi. Benissimo! A volte funzionava, a volte no. Mi conosci, questo mi preoccupava: Perché non funzionava? Perché questa affermazione era un po’ sbagliata. Il senso era giusto, ma questo non vuol dire che Dio dipende dal nostro lavoro, capisci? E se non facciamo il nostro lavoro, Dio è limitato nelle sue azioni. E non è vero. Dio non dipende dal nostro lavoro. Dio ci dice: Fai il tuo lavoro con il cuore e se lo fai con un cuore puro, io farò la mia parte mentre tu ti prenderai cura di tua moglie e dei tuoi figli.
La nostra generazione l’ha fatto molte volte in modo sbagliato. Non è una critica, è un dato di fatto. E non voglio che la prossima generazione faccia lo stesso errore.
Fai il tuo lavoro con amore, con umiltà, nella fede e fai anche il tuo lavoro come marito e come padre. E mentre farai questo, Dio si occuperà della sua Opera. Non preoccuparti. Egli non ha bisogno di noi.
Fotos: NAK Foto eines Videoclips vom Stammapostel
Autor: Andreas Rother
Datum: 08.11.2025
Themen:
Glaube