Doppiamente apostolico

10.06.2024

Cos’è un apostolo? Cosa significa apostolico? E perché è importante per tutte le Chiese cristiane. È la domanda che pone la giornata commemorativa che gli anglicani, i cattolici, gli ortodossi e i protestanti celebrano l’11 giugno, la festa di San Barnaba.

 
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E Gesù “ne costituì dodici [ai quali diede anche il nome di apostoli]”, riferisce Marco 3, 14. Ci sono quindi soltanto questi dodici, è così? Il passaggio in Atti degli apostoli 1, 26 ne conosce almeno un 13°, scelto in seguito come sostituto dopo la partenza di Giuda per i motivi che ben conosciamo. Ciò che è sorprendente: solo nel caso di Mattia, il sostituto, quale presupposto per essere nominato apostolo si pretese che fosse stato testimone oculare dell’operare di Gesù.

Per tutti gli altri apostoli citati nel Nuovo Testamento, l’esigenza non è stata documentata: Paolo, lo scrittore prolifico delle epistole e Giacomo, il fratello di Gesù, Silvano e Timoteo, Andronico e Giunia. E questo Barnaba, commemorato e celebrato in questi giorni.

Era originario di Cipro, godeva di grande considerazione all’interno della Chiesa primitiva di Gerusalemme ed era tra i fondatori della Chiesa di Antiochia. È lì che Barnaba litigò con Paolo, a causa delle prescrizioni alimentari ebraiche. Ma durante il concilio degli apostoli a Gerusalemme, entrambi erano dalla stessa parte ed erano ormai gli apostoli ufficiali dei pagani.

 

Apostolico nel suo contenuto

L’apostolato è rimasto un riferimento centrale nel cristianesimo, anche dopo la morte dei primi apostoli. “Crediamo nella Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica”, è scritto nel Credo Niceno, che quasi tutte le confessioni condividono oggi.

Ma cosa fa diventare una Chiesa apostolica? A questa domanda, le confessioni danno tre risposte diverse. Si tratta da una parte di aspetti legati al contenuto e dall’altra parte di aspetti legati alle persone.

 

Apostolico nella persona

“Ed erano perseveranti (…) nell’insegnamento degli apostoli.” È a queste parole tratte dagli Atti degli apostoli 2, 42 che si ricollega la definizione del contenuto dell’apostolicità. Si tratta quindi di ciò che annunciarono i primi apostoli: il Vangelo di Gesù, cioè il messaggio della vita, della morte, della risurrezione e del ritorno di Cristo.

La Bibbia ci informa su questa proclamazione. È quindi apostolico ciò che corrisponde a ciò che il Nuovo Testamento testimonia. È così che le Chiese riformate concepiscono l’apostolicità: come una continuità di contenuto.

Il concetto di “successione apostolica” è utilizzato dalle Chiese cattoliche e ortodosse così anche dalle Chiese anglicane. Deducono la loro apostolicità dal fatto che le ordinazioni episcopali, tramite imposizioni delle mani, si susseguono senza interruzioni dall’epoca degli apostoli biblici. In questa definizione, si tratta dunque di continuità personale.

 

Apostolica nel ministero

E la Chiesa Neo-Apostolica? Si legge nel Catechismo (D.R. 385): “La Chiesa è apostolica, perché in essa si trasmette un insegnamento apostolico e in essa agisce il ministero apostolico.”:

  • “L’insegnamento apostolico è la vera notizia della morte, della risurrezione e del ritorno di Cristo, conforme all’insegnamento dei primi apostoli, come lo attesta il Nuovo Testamento e come lo ricevettero i primi cristiani e lo misero in pratica.”
  • “Il ministero apostolico è il ministero istituito da Cristo, guidato dallo Spirito Santo e dotato di potere (…).”

Quindi non si tratta qui di continuità personale, ma di rioccupazione personale, continua il Catechismo: “Provvedendo al nuovo apostolato, nell’anno 1832, il Signore diede un elemento essenziale alla sua Chiesa sulla terra: L’apostolicità è di nuovo pienamente ristabilita nella Chiesa visibile.”

 

Fotos: Francesco Ungaro
Autor: Andreas Rother
Datum: 10.06.2024
Themen: Glaube