Il ministero (36): La decisione, ultima tappa

03.10.2023

Analizzando la Bibbia, la Chiesa Neo-Apostolica ha seguito una tabella di marcia chiaramente formulata: Quali risposte sono state date nelle diverse tappe e ciò che restava da fare alla fine – scorcio del percorso verso la decisone a favore dell’ordinazione delle donne.

 
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A chi può essere conferito un ministero spirituale? Certo, la Bibbia deve dare risposte. Però vi si trova di tutto e il contrario di tutto. Per questo una Chiesa non può fondare la sua dottrina su singoli versetti biblici.

Quindi si applica la regola seguente: “La Bibbia non ci detta le decisioni da prendere, ci dice come prenderle – rispettando la volontà di Dio.” Ed è di questo che si è trattato già dal primo punto dell’elenco delle domande.

 

“È conforme alla volontà di Dio che le donne non siano ordinate?” – Il risultato dell’approfondimento biblico: No, al contrario. Perché il racconto sulla Creazione mostra la volontà di Dio. Secondo quest’ultimo, la donna e l’uomo sono stati creati allo stesso modo ad immagine di Dio e hanno lo stesso valore e la stessa missione.

È in questo che si differenziano in alcune sfumature il primo e il secondo racconto della creazione. Certo, un versetto dei testi primitivi considera l’uomo dominatore della donna. Non si tratta, tuttavia, di un comandamento di Dio, ma descrive le conseguenze della caduta nel peccato, e rappresenta quindi tutto tranne la volontà del Creatore.

 

Il fatto che Gesù abbia chiamato soltanto uomini per l’apostolato significa automaticamente che le donne non possono essere ordinate?” – La risposta, anche qui, è: no. Perché nel contesto biblico, emerge chiaramente: Gesù non si preoccupa dei ruoli di genere. Chiama i dodici uomini parallelamente ai dodici patriarchi d’Israele. Lascia passare così il messaggio che è lui che giustifica il nuovo popolo di Dio promesso.

Per quanto riguarda il ruolo della donna, tuttavia, Gesù Cristo era molto avanti rispetto ai suoi tempi. Erano sue allieve, sue discepole, sue annunciatrici e sue messaggere così anche testimoni della sua risurrezione. E, in questo contesto, è valida la seguente costatazione: “Secondo i Vangeli, Gesù non disse mai che le donne non erano idonee a servire come apostoli o come altri ministeri all’interno della Chiesa.”

Chi ha come parametro l’operare di Gesù, non può ordinare nemmeno chi non è giudeo. Perché Cristo chiamò soltanto i giudei. Difatti, chiamò soltanto i suoi compagni di strada. Di conseguenza, nemmeno Paolo dovrebbe essere considerato apostolo.

 

“Secondo le relative dichiarazioni nelle epistole degli apostoli del Nuovo Testamento, l’ordinazione delle donne sarebbe impossibile?” – Qui arriva un terzo “no”. Certo, in I Corinzi e in I Timoteo troviamo dei comandamenti del silenzio isolati per le donne, ma si contraddicono nella sostanza con altri passaggi della prima epistola ai Corinzi e dell’epistola ai Romani. A questo si oppongono anche le testimonianze nell’epistola di Paolo e negli Atti degli apostoli a proposito del reale ruolo della donna all’interno delle comunità.

È così che l’analisi ha portato al seguente risultato: “Le dichiarazioni isolate del rifiuto nelle epistole neo-testamentarie per quanto riguarda la partecipazione attiva delle donne durante il servizio divino e all’interno della comunità, non possono costituire una ragione sufficiente per escludere le donne dal ministero. Di conseguenza, l’apostolato, che detiene l’autorità dottrinale e ha la missione di stabilire l’ordine della Chiesa, deve prendere una decisione.”

 

A monte della decisione

Questa autorità dottrinale relativa all’ordine della Chiesa è biblicamente fondata: secondo Matteo 18, 18, Gesù affidò agli apostoli il potere di legare e di sciogliere, vale a dire di dichiarare qualcosa di obbligatorio o non obbligatorio. E secondo Corinzi 4, 1 sono gli “amministratori dei misteri di Dio” che rivelano nuove conoscenze. I primi apostoli praticavano già queste due cose con la chiamata agli aiutanti dei poveri (diaconi) e il primo grande cambiamento dottrinale, ossia che anche chi non era giudeo poteva diventare cristiano.

Rimane quindi soltanto di dare uno sguardo al nostro passato: per metà della sua storia, la Chiesa Neo-Apostolica ha ordinato soltanto uomini nel ministero. Prima, però, anche delle donne erano attive come diaconesse. Questa tradizione, ereditata dalla Chiesa cattolica-apostolica, condusse le donne in parte al sacramento all’altare, ma in seguito, sparì per ragioni sconosciute.

Quello che è certo: Sia per la vocazione delle diaconesse che per l’ulteriore ordinazione di soli uomini, mancava finora una decisione dell’apostolato fondata sulla dottrina. In un modo o nell’altro, un lavoro di fondo rimaneva da fare in questo campo. Il prossimo articolo di questa serie svilupperà questo lavoro di fondo.

 

Fotos: Formatoriginal_AdobeStock
Autor: Andreas Rother
Datum: 03.10.2023
Themen: Glaube