12.04.2020
“Festeggiamo insieme la festa di Pasqua”. Questo è l’appello del sommoapostolo Jean-Luc Schneider durante il servizio divino centrale trasmesso a livello mondiale, dimostrando che ci sono buone ragioni per festeggiare anche in periodo di crisi del coronavirus.
Centinaia di migliaia di cristiani neo-apostolici hanno assistito a questo servizio divino da casa propria, in videotrasmissione tramite internet o per telefono, visto che la lotta al virus non permette attualmente di radunarsi.
Credere in tempo di crisi
“Oggi viviamo una festa pasquale molto particolare”, ha detto il sommoapostolo. Perché la pandemia causa molte sofferenze e tribolazioni dappertutto nel mondo. Tuttavia, “il coronavirus è solo un punto della lunga lista dei problemi esistenti al mondo.”
“Abbiamo una profonda compassione”, ha continuato la guida della Chiesa. “Preghiamo per tutti coloro che sono nell’afflizione. E siamo riconoscenti alle numerose persone che si impegnano nella lotta.” Inoltre, ha esortato i fedeli a seguire in modo esemplare le direttive delle autorità.
Però, la crisi del coronavirus non è né un segno del prossimo ritorno di Cristo né una punizione di Dio. Perché Dio è un Dio di amore e non un Dio che punisce. E: “La nostra speranza nel ritorno di Gesù non si basa su dei segni ma sulla fede in Cristo.”
L’avvenire nella gioia e la sicurezza
Pasqua, la risurrezione di Gesù, è qualcosa di così grande e di una tale portata, che esistono ancora oggi ragioni per ringraziare Dio, ha sottolineato il sommoapostolo. Perché, in particolare in questo momento, possiamo anche sperimentare la presenza di Gesù Cristo a casa, con le porte chiuse, ha spiegato facendo riferimento alla lettura biblica in Giovanni 20, 11-20.
Mediante la parola biblica in Apocalisse 1, 17b-18 ha spiegato che questa festa di Pasqua è una buona ragione di festeggiare: “Non temere, io sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades.”
“Tornerà” ha affermato il sommoapostolo Schneider: “Coloro che saranno rimasti fedeli risusciteranno. Questo è il nostro futuro, questa è la nostra gioia, questa è la nostra sicurezza.”
Verso la Santa Cena
Per concludere, ha evocato ancora una volta la Santa Cena, che attualmente non può essere festeggiata durante i servizi divini di trasmissione. Gesù Cristo stesso ha istituito questo sacramento. “Lui decide come dobbiamo festeggiarla. Non possiamo disporne.” E l’ha istituita come cena di comunione, è una condizione che non può essere adempiuta in questo momento. Dio ci vuole ricordare: “La Santa Cena è una grazia che vi concedo.”
“Sfruttiamo questo periodo per prepararci in prospettiva della prima Santa Cena che potremo festeggiare di nuovo”, ha esortato il sommoapostolo. E in particolare per quanto riguarda la grande Santa Cena di cui parlava Gesù con i suoi discepoli: “E io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me, affinché mangiate e beviate alla mia tavola nel mio regno”.
Fotos: nac.today
Autor: Andreas Rother
Datum: 12.04.2020
Themen:
Glaube