18.06.2025
La sconfitta assoluta si rivela essere la più grande delle vittorie. E questo ha delle conseguenze che vanno ben oltre il qui e l’oggi: per non morire, bisogna vivere per questo. Il sommoapostolo ha spiegato cosa significa durante un servizio divino in Australia.
È intorno a una di queste parole di Paolo, che meritano una spiegazione, che si è svolta la predica del 18 aprile 2025, Venerdì Santo, a Melbourne: “e che egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro.” (II Corinzi 5, 15).
La più grande sconfitta di tutti i tempi?
Da un punto di vista umano, la morte di Cristo sulla croce è stata “sicuramente un terribile fallimento, una totale sconfitta”, ha ammesso il sommoapostolo Jean-Luc Schneider. Perché: lui, Gesù, che aveva il potere di fare miracoli, è stato arrestato, condannato e giustiziato senza opporre resistenza. Lui che pensava di conoscere la vera volontà di Dio, non fu salvato da Dio. Lui che predicava l’amore e voleva dare la vita eterna, è dovuto morire solo e abbandonato.
Tuttavia: “Con la sua morte, Gesù Cristo ottenne una grande vittoria. Ma questa vittoria era una vittoria eterna, non una vittoria visibile”, ha sottolineato il sommoapostolo. “Anche nella morte, ha avuto fiducia in Dio. Egli lo ha amato e ha amato gli uomini fino alla fine.” E: Per questo motivo: “Dio gli diede la vittoria finale e questa diventò visibile: risuscitò dai morti.”
“Cosa significa questo per noi oggi?” è la domanda posta.
La morte come trionfo
Ai giorni nostri, sembra che il mondo sia dominato dal male, ha dichiarato la guida della Chiesa facendo un bilancio degli insuccessi. La sofferenza non è risparmiata nemmeno ai credenti. Il ritorno di Cristo continua a essere atteso. Sempre più persone si allontanano da Gesù. E il bene fatto sembra non avere risultati.
Ma la vittoria di Gesù è molto più grande: tramite il suo sacrificio, ha riaperto l’accesso verso Dio a tutti gli uomini. Il suo comportamento nella vita e nella morte subita come il peggiore dei criminali, mostrano che Dio è dalla parte di ogni essere umano. Visto che resistette a tutte le tentazioni, può appunto aiutare tutti gli uomini a farlo. Infine, Gesù è morto per tutti gli uomini, compreso quelli che commettono ingiustizie credendosi nel giusto o coloro che si allontanano completamente da Dio.
“Ciò che conta è ciò che succede nel nostro cuore – la nostra vittoria interiore, invisibile”, ha sottolineato il sommoapostolo.
Quando la vittoria diventa visibile
“Vogliamo rimanere fedeli, avere fiducia in Dio e amare fino alla fine”, ha aggiunto. “E chi ottiene questa vittoria nel suo cuore, la sua vittoria sarà un giorno visibile nella prima risurrezione.”
“Ecco, cari fratelli e sorelle, la nostra missione. Vogliamo vivere Gesù perché crediamo e sappiamo che morì per noi.” E questo significa:
Fotos: Foto NAC Austria TAP
Autor: Andreas Rother
Datum: 18.06.2025
Themen:
Glaube