21.05.2025
Nessuno è immunizzato: i ringraziamenti e la riconoscenza fanno bene a ogni persona che ha un incarico o che svolge un compito all’interno della Chiesa. Ma in assenza di reazioni positive emerge l’unica e vera motivazione.
Il modello è Ezechia, un buon re di Giuda: voleva conoscere la volontà di Dio e proclamarla. Esortò ad avvicinarsi di nuovo a Dio e radunò le tribù disperse per l’adorazione. Riparò e purificò il tempio affinché fosse usato di nuovo correttamente. E si impegnò verso coloro che non erano sufficientemente santificati.
Ma soprattutto: “In tutto quello che intraprese per il servizio del tempio di Dio, per la legge e per i comandamenti, cercando il suo Dio, mise tutto il cuore nella sua opera e prosperò.” Questo passaggio biblico in II Cronache 31, 21 è stato al centro del servizio divino rivolto ai ministri, il 28 marzo 2025 a Buenos Aires (Argentina).
“È una bella descrizione della nostra missione all’interno dell’Opera di Dio”, ha spiegato il sommoapostolo Jean-Luc Schneider:
“L’importante è agire come il re: con un cuore puro”, ha sottolineato il sommoapostolo.
“Se facciamo questo, Dio ci concederà il successo.” Però: “Non possiamo confrontare questo successo con dei numeri, come ad esempio il numero di partecipanti ai servizi divini, il totale delle offerte o il numero dei membri.” Piuttosto: “Dio compirà l’opera iniziata in noi. Questa è la nostra speranza, questo è il successo che ci aspettiamo”, ha chiaramente sottolineato il sommoapostolo Schneider. “Dio compirà la sua Opera qualsiasi cosa succeda sulla terra, all’interno della Chiesa e fuori dalla Chiesa. Lo ha promesso e lo farà.”
Fotos: Mauricio Bolletta
Autor: Andreas Rother
Datum: 21.05.2025
Themen:
Glaube