07.05.2025
Chiamato a essere una benedizione? Come può funzionare questo in un mondo dove regna il male e dove il bene sembra essere così debole? Un servizio divino celebrato dal sommoapostolo dà risposte.
“Non rendete male per male, od oltraggio per oltraggio, ma al contrario, benedite; poiché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione.” (I Pietro 3, 9). Questa la parola biblica servita quale base al servizio divino del 9 marzo 2025 a Bottrop (Germania).
“La benedizione è tutto ciò che contribuisce alla nostra comunione con Dio”, ha spiegato il sommoapostolo Jean-Luc Schneider. “Quando Dio ci benedice, in primo luogo significa che ci offre ciò di cui abbiamo bisogno per rafforzare la nostra relazione con Dio, per farla crescere.” Perché “la benedizione più grande è essere in comunione eterna con Dio.”
“Ora, dobbiamo benedire.” Cosa significa? “Dobbiamo contribuire affinché altre persone trovino la via verso Dio e possano seguirla.” E: “Possiamo benedirli aiutandoli a superare il male, cioè a superare ciò che impedisce loro di essere in comunione con Dio.”
Il male e le imprecazioni
Cos’è il male? Il sommoapostolo ha citato qualche esempio:
La benedizione e le risposte
“Ora, siamo chiamati, Dio ha bisogno di noi: Sarete una benedizione per gli uomini.” Tuttavia: “Come possiamo fare?” Le risposte del sommoapostolo:
La benedizione e l’eredità
“Se ci sforziamo a benedire gli altri, siamo animati dagli stessi sentimenti di Gesù Cristo ed è questo il nostro obiettivo”, ha indicato la guida della Chiesa. “Vogliamo diventare sempre più simili al Signor Gesù Cristo, per entrare nel suo regno. Ed è questa la benedizione ereditata: questa crescita personale.”
“Il risultato dei nostri sforzi non è sempre visibile”, ha ammesso il sommoapostolo Schneider. Però: “Non scoraggiamoci. Non è il successo che conta, è la tua crescita. E lasciamo tutto il resto al Signore – può fare di noi uno strumento per fare il bene. Non lo sappiamo nemmeno, ma non è importante, perché siamo soltanto uno strumento. È il Maestro che fa il bene, non noi.”
Fotos: Florian Wiemann / Frank Schuldt
Autor: Andreas Rother
Datum: 07.05.2025
Themen:
Glaube