One Love one faith neo apostolico in Giamaica

04.04.2025

Fede, comunione e gioia di vivere caraibica: in Giamaica, la Chiesa Neo-Apostolica riunisce la gente – con cuore, devozione e un’ulteriore dose di “One Love”.

 
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Una partenza storica ad impatto mondiale

Quando fu fondata la prima comunità neo-apostolica fuori dal Nord America, l’8 marzo 1965 a Jeffrey Town, nessuno avrebbe sospettato la sua evoluzione. L’apostolo di distretto Kraus ebbe il coraggio di avviarla – e così pose la prima pietra di una rete spirituale che copre, oggi, 72 paesi nel mondo.

Quasi 60 anni dopo, il fine settimana del 9 marzo 2025, membri delle sette comunità dell’isola si sono riuniti per un servizio divino celebrato dall’apostolo di distretto John Schnabel e dall’apostolo Robert Ferguson nella chiesa di Kingston. 186 fratelli e sorelle si sono radunati – una comunità viva e gioiosa, sorretta dalla convinzione e dalla cordialità caraibica. La vigilia si è tenuta una sessione di lavoro a Jeffrey Town con 42 volontari attivi. Il tema era in particolare la potenza del perdono – proprio nello spirito delle parole di una canzone che conoscono quasi tutti i Giamaicani:

“Is there a place for the hopeless sinner

Who has hurt all mankind just to save his own?”

 

(“C’è un posto per il peccatore disperato

Chi ha ferito tutta l’umanità solo per salvarsi la vita?”)

 

 

Quando gli addii diventano una festa della comunione

Questa frase di “One Love”, di Bob Marley, pone la questione della riconciliazione, della responsabilità – e di un posto per tutti. In Giamaica, la fede ha numerosi timbri e la Chiesa Neo-Apostolica porta la propria voce in questo coro. È soprattutto notevole nella gestione degli addii e del lutto.

Perché in Giamaica, i funerali sono molto più di un atto ufficiale, sono eventi sociali importanti. Settimane di pianificazione, di grandi folle, di vasti preparativi: i funerali riuniscono le famiglie, gli amici, i vicini – spesso oltre i confini. Settimane, vedi mesi, possono trascorrere prima della sepoltura vera e propria. La gente si prende il proprio tempo: per l’organizzazione, per l’arrivo dei propri cari, per la realizzazione della comunione.

 

Fede, cultura e consolazione – mano nella mano

Il responsabile di distretto Shorn Stephenson, che vive in Giamaica, descrive il modo in cui si svolge questo iter: con il tradizionale "Grave Digging”, durante il quale la famiglia e i volontari scavano insieme la tomba. Il tutto è accompagnato da decine, a volte centinaia di invitati che festeggiano e stringono nuove amicizie. Shorn Stephenson ricorda: “In passato, durante la mia infanzia, la bara veniva costruita al momento. Dei falegnami si riunivano a casa del defunto, prendevano il legno grezzo e lo trasformavano in una bella bara.”

Seguono le “Nine Nights”, nove serate di ricordi condivisi, particolarmente popolari nelle zone rurali. La gente arriva a casa del defunto, esprime il proprio sostegno e incoraggiamenti e trascorrono del tempo giocando e intrattenendo la comunione.

L’ultima sera prima del funerale, viene organizzato un grande “Wake” – con molta musica. “È come quando Gesù cibò i cinquemila uomini. È durato fino alle prime luci dell’alba. La musica e i canti (molto spesso i gospel) sono all’ordine del giorno”, spiega l’anziano di distretto.

Il giorno del funerale, il “Funeral Day” inizia con un servizio divino e finisce generalmente con un grande pasto per tutti i presenti. Le condoglianze sotto forma di canti e discorsi, che includono la commemorazione del defunto, durano di solito tanto.

La speranza che sostiene

Nel racconto di Shorn Stephenson, emerge chiaramente che in Giamaica, gli addii sono un atto di comunione e non qualcosa di solitario. La dimensione religiosa vi è profondamente radicata: in mezzo alle emozioni, ai canti, ai ricordi, la speranza risuona sempre – la speranza della risurrezione, del rivedersi, della vita vicino a Dio.

I cristiani neo-apostolici in Giamaica associano queste tradizioni culturali alla loro fede: le parole di consolazione della Bibbia, la preghiera comune e il pensiero della comunione eterna con Cristo danno sostegno. La chiesa diventa un luogo di comunione – oltre la vita.

Così, in Giamaica, le tradizioni della fede e le forme di espressione culturali si incontrano in modo molto particolare. Ne deriva una spiritualità profondamente radicata nella storia, aperta alla comunione e piena di musica, emozioni e amore.

 

As it was in the beginning (one love)

So shall it be in the end (one heart), alright

Give thanks and praise to the Lord

And I will feel alright

Let’s get together and feel alright.”

 

(“Com’era all’inizio (un solo amore), sarà lo stesso alla fine (un solo cuore), bene. Ringraziate e lodate il Signore. E starò bene. Riuniamoci per stare bene.”)

 

Fotos: Foto NAC USA
Autor: Simon Heiniger
Datum: 04.04.2025
Themen: Glaube