Dal ventre di un pesce gli insegnamenti

16.04.2025

Fare il bene e perseverare: “Questo seme sta per nascere. Forse vedrai come cresce, forse no. Ma il bene che fai non è mai vano” – i dettagli in un servizio divino.

 
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Leggenda o fatto reale? Poco importa, dice il sommoapostolo Jean-Luc Schneider: “Gesù Cristo, lui ci ha creduto. Perché lo ha citato due volte. Se Gesù ci ha creduto, perché non dovrei crederci anche io? L’importante per noi non è sapere se la storia è reale oppure no. Ciò che conta è il messaggio di Dio.”

 

Quando Dio dà filo da torcere

La storia di cui stiamo parlando è la seguente: Dio manda Giona a Ninive, ma Giona rifiuta la missione e scappa. Dopo una tempesta, un grosso pesce lo salva e alla fine ubbidisce; avvisa Ninive della sua distruzione. Gli abitanti si pentono e Dio risparmia la città. La parola biblica servita di base al servizio divino del 9 febbraio 2025, celebrato dal sommoapostolo a Heidenheim (Germania), racconta il seguito dei fatti.

“Giona ne provò gran dispiacere e ne fu irritato. Allora pregò e disse: ‘O Signore, non era forse questo che io dicevo, mentre ero ancora nel mio paese? Perciò mi affrettai a fuggire a Tarsis. Sapevo infatti che tu sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all’ira e di gran bontà e che ti penti dal male minacciato. Perciò, Signore, ti prego, riprenditi la mia vita; poiché per me è meglio morire piuttosto che vivere.’” (Giona 4, 1-3)

 

Perché non posso dire “no”

“Siamo chiamati a preparare la via degli uomini verso Dio e a facilitare loro il cammino verso Dio”, ha spiegato il sommoapostolo. Le ragioni per dire “no” non mancano. Ad esempio: “D’altronde, non serve a nulla” Oppure: “Il buon Dio deve intervenire e punirli tutti” E infine: “Non preoccupatevi. Alla fine, saranno tutti salvati.”

Invece: “Io posso già fare ciò che mi chiede, semplicemente per riconoscenza.” Perché Dio, come a Giona, ha salvato la vita dei credenti: “Egli mi ha salvato dalla morte del peccato. Egli vuole farmi entrare nella gloria di Dio. Non posso dire no adesso!”

 

Quando vale la pena fare il bene

“La storia di Giona ci insegna questo: fare il bene non è gratis”, ha sottolineato la guida della Chiesa. Contro ogni aspettativa, la popolazione di Ninive si pentì e Dio la salvò. “Tramite noi, Gesù Cristo vuole fare del bene al nostro prossimo. Non è energia sprecata, tempo sprecato, sforzi sprecati. Ne vale sempre la pena. Vale la pena compiere la missione di Dio.”

“E il messaggio di Dio era efficace, anche se il profeta era chiaramente lontano dall’essere perfetto.” Questo è ancora vero oggi, ha aggiunto il sommoapostolo: “Anche se noi, servi di Dio, siamo uomini e donne imperfetti e non ci comportiamo correttamente: il messaggio arriva e il bene che facciamo in nome e in rappresentanza di Gesù Cristo finirà per dare i suoi frutti.”

 

Come avere la salvezza

Giona era in collera e voleva morire, “cioè abbandonare la sua relazione con Dio”. La ragione: “Avrebbe preferito che Dio punisse questi uomini. Ed ecco che invece Dio concede loro la grazia.” Il pensiero dietro: “Essi hanno peccato per anni. Perché Dio concede loro adesso la stessa cosa che ha concesso a me?”

“Conoscete questo spirito? Non dirmi che non ti ha mai sfiorato. Da parte mia, bussa sempre alla mia porta”, ha ammesso il sommoapostolo. “Ed è qui che il buon Dio ci chiama: Non hai dimenticato un dettaglio? Non sei stato salvato per merito tuo, ma soltanto per grazia.”

“Non servi Dio per essere salvato. Servi Dio perché Dio ti ha salvato. La tua fedeltà è semplicemente una risposta alla salvezza che Dio ti ha regalato. Di conseguenza, non dovrebbe disturbarci se Dio concede la stessa grazia al nostro prossimo. Lui non l’ha meritata; ma nemmeno tu l’hai meritata. È soltanto grazia concessa.”

 

Fotos: Petra Deissenrieder
Autor: Andreas Rother
Datum: 16.04.2025
Themen: Glaube