Una confessione dell amore infinito di Dio

28.02.2025

Servizio divino in favore dei defunti: per i cristiani neo-apostolici, si tratta generalmente di un fatto molto personale e molto emotivo. Ma questo ha una buona ragione – domande e risposte relative alla dottrina.

 
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I servizi divini in favore dei defunti avvengono la prima domenica dei mesi di marzo, luglio e novembre. Oltre la commemorazione, la preghiera e l’intercessione, ne fa anche parte l’elargizione dei sacramenti. Durante i servizi divini celebrati dal sommoapostolo e dagli apostoli di distretto, due ministri ricevono, al posto dei defunti, il Santo Battesimo d’acqua, il Santo Suggello e la Santa Cena.

 

Tuttavia: c’è veramente una vita dopo la morte?

La credenza nell’immortalità dell’anima si legge solo tra le righe nella Bibbia. Questo si sviluppa dall’Antico Testamento fino al Nuovo Testamento passando dagli scritti tardivi (“Apocrifi”). Solo all’epoca neo-testamentaria le idee greche e giudee si fondono in una coesistenza cristiana. La personalità è conservata, lo stato dell’anima dipende dalla loro vicinanza o dalla loro lontananza da Dio.

 

Lo stato dell’anima può ciononostante ancora cambiare?

È ciò che professa la maggioranza dei cristiani: il cattolicesimo e l’ortodossia insegnano entrambi che ci può essere un’evoluzione nell’aldilà. Il protestantesimo vede le cose diversamente: il Padre della Chiesa Lutero parla del sonno dell’anima. L’attuale teoria della morte totale si basa sull’annientamento dell’individuo e la sua ricreazione durante la risurrezione.

 

L’universo dei defunti può essere giustificato da un punto di vista biblico?

La trasmissione della salvezza ai defunti si collega alle Sacre Scritture in tre modi:

  • La volontà salvifica universale di Dio: Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati. E Gesù Cristo è maestro sui vivi e sui morti.
  • La discesa di Gesù nel soggiorno dei morti per la trasmissione della salvezza. Quest’idea si trova anche nel Simbolo degli apostoli, una delle principali confessioni di fede che trascende le confessioni.
  • Il Battesimo per procura a Corinto: è là che alcuni si facevano battezzare al posto dei loro cari defunti. L’apostolo Paolo cita questa pratica senza criticarla, come fa in altri casi.
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Perché deve succedere qui?

Gesù Cristo ha dato l’esempio: è venuto sulla terra per portare la salvezza. Questa ha una validità universale e interessa quindi sia quaggiù che l’aldilà. Nel Catechismo è scritto: “Come Gesù Cristo offrì il suo sacrificio sulla terra, così gli apostoli trasmettono la salvezza sulla terra. Poiché i sacramenti sono sempre visibili, possono essere elargiti soltanto nell’ambito del visibile.” (CCNA-DR 548).

 

Perché ci vogliono dei rappresentanti?

Il principio della procura è anche descritto come la legge strutturale della storia biblica salvifica. L’esempio tipico è il Cantico del servo in Isaia, dove il giusto prende la difesa del colpevole e porta di conseguenza il peccato di quest’ultimo. Questo principio è vissuto in modo molto diverso secondo le confessioni: una volta, un pastore consacrato assume il ruolo di Gesù durante la Santa Cena; e un’altra volta, durante il Battesimo, i genitori o il padrino e la madrina confessano la loro fede nel Salvatore per procura. E i cristiani neo-apostolici confessano la loro fede nel fatto che il principio della procura serve sia ai morti che ai vivi.

 

Questa pratica non è isolata tra i cristiani?

Le altre confessioni conoscono anche la commemorazione dei morti e l’intercessione nel contesto sacramentale della celebrazione della Santa Cena. Così, le “celebrazioni eucaristiche con commemorazione dei defunti” hanno una data fissa nel calendario delle parrocchie cattoliche. E l’ortodossia attribuisce una forza particolare alle intercessioni quando avvengono nell’ambito della “Divina Liturgia”. Si estraggono anche alcuni brani nel nome dei defunti durante la preparazione del pane per la Santa Cena.

E il celebre teologo protestante Dietrich Bonhoeffer evoca il Battesimo per procura nella sua relazione “Zur Tauffrage” (“A proposito del Battesimo”, NdT) del 1942: “Perché da tale concetto del Battesimo non potrebbe nascere una simile usanza, espressione estrema […] della potenza del sacramento?”

 

Fotos: Khoa Võ
Autor: Andreas Rother
Datum: 28.02.2025
Themen: Glaube