31.01.2025
Il comune denominatore dei servizi divini del mese di febbraio è la “focalizzazione”: come Dio guarda gli uomini, come l’uomo guarda Dio e come l’uomo guarda gli uomini.
Una comunione che porta salvezza
Il Vangelo secondo Luca racconta che Maria e Giuseppe portarono il bambino al tempio dopo la sua nascita. Facendo questo, seguirono le leggi mosaiche: il primogenito doveva essere dato al Signore in segno di appartenenza a Dio. Ma dietro questo atto piuttosto formale si nasconde un significato più profondo che, ancora oggi, ha molto da dire ai credenti a proposito del loro rapporto con Dio.
È il tema del primo servizio divino domenicale del mese di febbraio, si tratta della questione del tempio, della purificazione e della comunione – e non soltanto con Dio. Si tratta innanzitutto di sapere qual è il significato del servizio divino per i credenti.
Una fede che si mostra
Dio deve essere lodato e adorato con il tamburello, l’arpa e il liuto. È ciò che chiede il salmista. Ma questo canto è molto più dell’espressione della nostra gratitudine, è la confessione di una fede colma di speranza e di una profonda fiducia. La seconda domenica del mese è dedicata al modo in cui i canti di lode risuonano ai giorni nostri.
I motivi di lode non mancano: l’elezione all’interno del suo popolo, il sacrificio di Gesù Cristo e l’istituzione dell’apostolato. Le possibilità di rispondervi sono anche molteplici: sottomettersi al volere di Dio, trattare il prossimo con amore e non perdere la fiducia nella sofferenza.
Comandamenti che avvicinano
Non farai questo, non farai quello: i comandamenti di Dio sembrano a primo acchito severi e spietati. Ma c’è una dolce forza dietro tutto ciò. È su questo punto che la terza domenica del mese di febbraio attira l’attenzione.
Gesù stesso sintetizza tutta la legge mosaica nel comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo. Soltanto questo amore è il fondamento di un buon rapporto con Dio e con il prossimo. Soltanto chi ama Dio e tratta il prossimo con amore vive nella vera imitazione di Cristo. Non si tratta solo di rituali esterni, ma di un atteggiamento interiore che si manifesta con azioni.
Una grazia senza limiti
Gesù guarisce. Durante la sua vita terrena, ha mostrato più volte la sua misericordia e la sua tendenza ad aiutare tutti coloro che si avvicinavano a lui. Sia nei villaggi, nelle città o nei mercati, ovunque andava Gesù, incontrava persone e offriva loro la sua vicinanza salvatrice. La quarta domenica del mese evidenzia il fatto che questo non sia limitato a quell’epoca ma che va anche oltre questa terra. Anche i defunti non sono lontani da Cristo, ma vicino a lui – perché vuole che tutti gli uomini esperimentino la salvezza. Grazie al servizio divino, all’annuncio del Vangelo e alla celebrazione dei sacramenti, la salvezza è resa accessibile a tutti, sia ai vivi che ai defunti.
Fotos: Anna Urlapova
Autor: Andreas Rother
Datum: 31.01.2025
Themen:
Glaube