07.05.2024
Il regno di Dio inizia piccolo e insignificante, ma finisce grande e vasto: la parabola gemella del granello di senape e del lievito è un incoraggiamento, ma contiene anche delle provocazioni, almeno per i contemporanei di Gesù.
Matteo, Marco e Luca hanno questa parabola nel loro repertorio. Tutto inizia con il cosiddetto granello più piccolo di tutti i semi: kokko sinapeos, come si dice in greco. Si tratta probabilmente della senape nera (dal suo nome botanico brassica nigra).
Diciamolo, è veramente piccolo: 750 granelli pesano appena un grammo in totale. Ma esistono semi ancora più piccoli. Però, gli studiosi litigano per sapere quali erano conosciuti dai Giudei all’epoca.
Pertanto, gli ascoltatori capirono subito ciò che voleva dire Gesù. Infatti, il “granello di senape” era considerato letteralmente l’unità di misura per la più piccola quantità. Così, alcune regole di purezza imponevano di intervenire non appena un’impurità “grossa quanto un granello di senape” veniva individuata.
Meno e più di un albero
Alla fine, il seme diventa “un albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami.” Certo, la pianta non rimane piccola: raggiunge di solito due a tre metri, a volte anche di più.
Ma chiamare questa pianta albero, è un po’ esagerato. Infatti, l’arbusto della senape cresce e scompare al ritmo delle stagioni. La costruzione di una rete diventa quindi un po’ difficile. Al massimo, l’arbusto può essere utilizzato per ombreggiare durante le pause di volo degli uccelli.
Eppure, gli ascoltatori capirono perfettamente ciò a cui alludeva Gesù: a delle immagini tratte dai libri dei profeti della fine dei tempi, Daniele ed Ezechiele. Qui, l’albero, con i suoi frutti e i suoi nidi, rappresenta regni potenti i cui sovrani proteggono e nutrono una moltitudine di popoli.
Arbusti invece di legni preziosi
Il problema, in questa storia: Daniele ed Ezechiele trovarono invece il “cedro magnifico”. I suoi tronchi raggiungono a volte lo spessore equivalente all’altezza di un arbusto medio di senape. E con un’altezza di 40 metri, questo albero nobile è veramente eccezionale.
Allora cosa significa questo mini arbusto? Possiamo vederci anche un messaggio: il regno di Dio verrà, ma non come previsto.
Il buono con il cattivo
La parabola del lievito, che segue immediatamente quella del granello di senape in Matteo e in Luca, sconcertò maggiormente gli ascoltatori: una donna prende un po’ di lievito, quindi chiaramente la quantità normale per una famiglia, e lo mette in tre misure di farina. Questo corrisponde a un volume di quasi 40 litri o a un peso di 25 kg. Un centinaio di persone potrebbero essere saziate con questo pane cotto con questa quantità di farina. Questo significa che la potenza del regno di Dio può affrontare tutto.
Il problema per gli ascoltatori qui: il lievito è sinonimo – anche nel Nuovo Testamento – di qualcosa di impuro, di nocivo e dell’allontanamento da Dio. Paolo oppone così il “lievito di malizia e di malvagità” agli “azzimi della sincerità e della verità.” Il messaggio di Gesù è così potente che trasforma il negativo in positivo: il regno di Dio verrà e sconvolgerà tutto.
Fotos: Paulina Kovaleva
Autor: Andreas Rother
Datum: 07.05.2024
Themen:
Glaube