Il ministero (37): L’ordinazione delle donne – la giustificazione

24.10.2023

“L’apostolato decide (…) che le donne possono essere investite di poteri ministeriali.” Questa è la decisione presa dopo una discussione approfondita del risultato biblico – ecco in dettaglio la giustificazione.

 
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La deduzione dottrinale si basa su due pilastri: sulla natura dell’essere umano da una parte e sul suo bisogno di salvezza dall’altra parte. La seguente domanda è fondamentale: Dio fa una differenza di genere? Infatti, l’ordinazione conferisce il potere di parlare e di operare in suo nome.

 

Stessa natura, stessa dignità

La risposta si trova nella somiglianza dell’uomo a Dio. Riguarda la relazione fondamentale dell’uomo con Dio e la relazione di Dio con l’uomo, è scritto nel testo dottrinale relativo all’ordinazione delle donne nel numero speciale dei Pensieri guida 3/2022.

In quello, non c’è nessuna differenza tra uomini e donne: entrambi si riferiscono direttamente a Dio stesso. Rappresentano quindi, in egual misura, l’immagine di Dio. “In senso antropologico, ciò significa: l’uomo e la donna, la donna e l’uomo detengono la medesima dignità e hanno ricevuto da Dio la medesima missione.”

 

Uno stesso bisogno di redenzione

Dio creò certo l’uomo e la donna come essere perfetti. Ma la caduta nel peccato li danneggiò – allo stesso modo: entrambi sono sotto il peso del peccato originale e della predisposizione al peccato. Entrambi vivono quindi in uno stato di separazione da Dio e non sono in grado di condurre una vita senza peccato.

“La donna e l’uomo sono dunque bisognosi entrambi in senso soteriologico”, evidenzia il testo dottrinale. L’uomo e la donna sono entrambi peccatori e hanno bisogno, allo stesso modo, della sollecitudine misericordiosa di Dio e della liberazione dal male.

Effettivamente, la sollecitudine di Dio è destinata a tutti gli esseri umani: Gesù Cristo morì per tutta l’umanità – quindi in ugual misura sia per gli uomini che per le donne. E la salvezza, che ha acquisito, vale per entrambi. 

 

Uno in Cristo allo stesso modo

“Se gli esseri umani possono ricevere la salvezza indipendentemente dal loro sesso, possono allora partecipare pure alla comunicazione di salvezza indipendentemente dal loro sesso”, è scritto dopo – con una restrizione: nella misura in cui ciò avviene mediante la parola e i sacramenti.

Per questo, il numero straordinario dei Pensieri guida fa riferimento al passaggio in Galati 3, 28: “Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Gesù Cristo.” La parola e i sacramenti, la Chiesa e il ministero, tutto è incentrato su Cristo. E in Cristo, non c’è né maschio né femmina, ma soltanto l’essere umano.

Ciò a cui allude l’apostolo Paolo, il testo dottrinale lo indica con “la fondamentale conformità a Cristo di tutti i credenti”. Questa “deve essere messa in evidenza come principio e fondamento della Chiesa e della trasmissione della salvezza.”

Sacerdotale allo stesso modo

Infine, sono ancora menzionati due aspetti riguardanti “il sacerdozio universale dei credenti”. Da una parte, ogni cristiano, maschio o femmina, è chiamato a professare il Signore e a proclamare il suo Vangelo con parole e atti. Dall’altra parte, sia gli uomini che le donne serviranno al fianco di Cristo come sacerdoti regali nel futuro regno di pace.

Il testo dottrinale conclude così: “La donna e l’uomo non sono chiamati insieme solamente al sacerdozio universale dei credenti, ma possono pure essere chiamati entrambi a un ministero spirituale. Per conseguenza, le donne possono ugualmente ricevere benedizione, santificazione e autorità per mediazione dell’apostolato. “

Ci sono delle obiezioni a questa giustificazione: L’apostolato si è anche occupato di questo problema in modo intenso. È ciò di cui tratterà il prossimo articolo di questa serie.

 

Fotos: Abet albasel Alhasan
Autor: Andreas Rothen
Datum: 24.10.2023
Themen: Glaube