22.02.2023
Nella Bibbia, alcune persone testimoniano delle rivelazioni di Dio. Queste testimonianze sono sicuramente ispirate dallo Spirito Santo, ma anche influenzate dalle conoscenze e dalla cultura della gente dell’epoca. E questo ha delle conseguenze, soprattutto per il lettore oggi: ecco una spiegazione del sommoapostolo.
L’uomo non può riconoscere Dio da solo, ha ricordato il sommoapostolo Jean-Luc Schneider all’inizio dell’ultima assemblea degli apostoli di distretto. “Possiamo conoscere di Dio solo ciò che ci rivela”, ha spiegato durante la tradizionale parte spirituale. Queste rivelazioni si fanno per fasi:
E cosa dice la Bibbia? Anche qui, Dio si rivela “in modo progressivo”.
Un filtro pieno di conseguenze
“Le rivelazioni di Dio sono attestate nelle Sacre Scritture da persone ispirate dallo Spirito Santo”, ha dichiarato la guida della Chiesa. Tuttavia, “gli autori dei libri biblici hanno utilizzato il loro linguaggio e le loro conoscenze per riferire ciò che lo Spirito Santo rivelava loro.”
Il filtro umano ha delle ripercussioni: “È soltanto con l’aiuto dello Spirito Santo che il lettore della Bibbia può riconoscere la volontà divina nei testi scritti da uomini. “In particolare agli apostoli, guidati dallo Spirito Santo, incombe la missione di interpretare le Sacre Scritture in modo impegnativo per la fede, per riconoscervi e rivelarvi la volontà divina.” Infatti, gli apostoli sono gli “amministratori dei misteri di Dio” (I Corinzi 4, 1).
Un Dio che punisce o un Dio amorevole?
Il sommoapostolo affronta subito la questione di come entrambi i Testamenti vedono e comprendono Dio:
L’Antico Testamento è allora ancora valido?
Le cose vecchie alla luce delle cose nuove
Il sommoapostolo dà una risposta chiara: “Gesù Cristo interpretò le Sacre Scritture, i cinque libri del Pentateuco, i libri profetici ed i Salmi, in funzione della sua persona e della sua attività. La nostra conclusione è che dobbiamo interpretare l’Antico Testamento partendo dal Figlio di Dio.”
E il Catechismo dice a questo proposito: “Per quanto riguarda l’importanza e il significato che hanno, per la fede e la dottrina, le dichiarazioni fatte nei diversi libri apocrifi, esse sono determinate dalla concordanza e dalla conformità del loro contenuto con quanto insegna il Vangelo.”
Caduta nel peccato e diluvio
Esempio numero uno – la caduta nel peccato: “Gesù Cristo dice esplicitamente che Dio non desidera punire il peccatore.” Di conseguenza, la sofferenza sul lavoro, alla nascita e la sottomissione (Genesi 3, 14-19) non devono essere intese come una punizione desiderata da Dio. “Alla luce dell’insegnamento di Gesù e sotto la guida dello Spirito Santo, consideriamo che Dio annuncia soltanto ad Adamo ed Eva le conseguenze della loro caduta nel peccato.” E: “Il messaggio che deduciamo da questo racconto è che Dio continuò ad amare l’uomo dopo la sua cattiva condotta e gli promise l’invio di un Salvatore.”
Esempio numero due – il diluvio: Come potrebbe Dio scoprire la cattiveria degli uomini soltanto in un secondo tempo (Genesi 6, 5)? In che modo il diluvio avrebbe eliminato il peccato se, tramite Noè, uomini, peccatori per natura, fossero sopravvissuti di nuovo? “Lo Spirito Santo ci guida a guardare la storia del diluvio dal punto di vista della liberazione e non come una punizione. Perché Dio dà a Noè l’opportunità di essere salvato ubbidendo a Dio”, ha detto il sommoapostolo riferendosi al versetto in I Pietro 3, 18-22. Vi si parla di “anime (…) salvate attraverso l’acqua. Quest’acqua era figura del battesimo (…). Esso ora salva anche voi (…)”.
Conclusione intermedia: “Nell’Antico Testamento, la salvezza era condizionata dall’ubbidienza, intesa come stretta osservanza della legge.” Gesù Cristo, invece, rivelò ciò che è la vera ubbidienza. “Dio desidera che crediamo in Gesù Cristo e che amiamo Dio e il nostro prossimo.” Però: Come leggere il Nuovo Testamento? Sarà il tema del secondo articolo.
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Autor: Andreas Rother
Datum: 22.02.2023
Themen:
Glaube