È tutto pronto per l’ordinazione delle donne

28.12.2022

L’anno 2022 entrerà negli annali neo-apostolici. Infatti, per la prima volta, la Chiesa Neo-Apostolica ha dato una risposta dottrinale ad una domanda vecchia di circa 160 anni. Questo cambiamento avrà delle ripercussioni a partire dal 2023, consentendo l’ordinazione delle donne.

 
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Tradizionalmente, la Chiesa Neo-Apostolica ha chiamato di solito soltanto degli uomini per i ministeri di diacono, di sacerdote o d’apostolo. C’è stata praticamente un’eccezione nella prima metà del XX secolo con il mandato di diaconesse. Ma né l’una né l’altra dottrina erano sufficientemente fondate.
Con l’elaborazione del Catechismo, una risposta diventava poco a poco necessaria. Infatti, la Chiesa stava riconsiderando, concretizzando ed aggiornando completamente la propria dottrina. Per motivi di tempo, soltanto la definizione della Chiesa e quella dei sacramenti poterono essere pienamente elaborate prima della pubblicazione nel 2012. La definizione del ministero rimase allo stato di bozza.


Una panoramica
Si è iniziato ad elaborarlo nel 2014 ed in modo approfondito. In un primo tempo, si trattava:
•    Di chiarire i seguenti punti: “Cos’è il ministero?”,
•    Poi: “Come funziona il ministero?”,
•    E soltanto in seguito: “Chi può ricevere un ministero?”
I risultati sono stati elaborati per iscritto: il sommoapostolo ha informato di uno stato intermedio nel 2017. A Pentecoste 2019, la separazione tra ministero e la funzione di direzione è entrata in vigore.


La Bibbia passata al setaccio
Dopo il “cosa” e il “come”, si è esaminato il “chi”. Soltanto un’adeguata analisi della Bibbia poteva determinarlo. Anche qui, generalmente si pongono queste tre domande:
•    Cosa dice Dio?
•    Cosa ci insegna Gesù Cristo?
•    Cosa ci insegnano le epistole apostoliche?


La volontà di Dio è chiaramente espressa nel racconto della creazione: ha creato l’uomo e la donna a sua immagine, in egual modo – egual valore, eguale dignità ed eguale responsabilità per realizzare la propria vita.
Per quanto riguarda Gesù Cristo, la situazione non è chiara: non dice niente a questo proposito. Le sue azioni sono equivoche. Perché, da una parte, trattò le donne meglio di quanto fosse consuetudine all’epoca. E, dall’altra parte, chiamò solo uomini per l’apostolato. Chi segue questo modello dovrebbe logicamente chiamare solo Giudei.
Le cose diventano contraddittorie nelle epistole apostoliche: a volte le donne devono parlare in modo profetico durante i servizi divini, a volte devono tacere. Il rifiuto è motivato dal fatto che Eva introdusse il peccato sulla terra, mentre altre epistole danno soprattutto la colpa ad Adamo.


Una decisione per tutti
Qual è la conclusione? La buona creazione di Dio prevede l’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne. Tutto ciò che, nel modello di Gesù o nelle epistole apostoliche, vi si oppone, anche minimamente, non è compatibile con la volontà del Creatore.
Tocca quindi all’apostolato prendere una decisione per il futuro della Chiesa. Hanno il diritto di farlo? Certo. Infatti, Gesù Cristo stesso conferì agli apostoli il potere di sciogliere e di legare, vale a dire di stabilire regole vincolanti.
Così, a giugno 2022, l’assemblea degli apostoli di distretto, dopo aver consultato tutti gli apostoli, ha deciso “che le donne potevano ricevere un potere ministeriale”. Però: “Il mandato ministeriale ad esso associato sarà dato ovunque sia accettato dalla società e dalla comunità.” Infatti, gli aspetti culturali non devono essere presi in considerazione soltanto nell’analisi biblica per il passato, ma anche nelle realtà del presente.

 

Fotos: AdobeStock
Autor: Andreas Rother
Datum: 28.12.2022
Themen: Glaube