06.10.2021
Quando tornerà Cristo? Nessuno lo sa. E non lo si può nemmeno dedurre dalle circostanze sulla terra. Però, è possibile prepararsi – due caratteristiche sono determinanti per questo.
“Non è mai stato così terribile! Il Signore deve tornare adesso!” Gli uomini hanno già detto molte volte questo durante i secoli. Però, non era un segno annunciatore del ritorno di Gesù e non può esserlo. Perché Gesù Cristo ha annunciato: Verrà “nell’ora che non pensate.”
Dunque la cosa più importante non è quando verrà il Signore, ma essere pronto al suo ritorno. Il sommoapostolo Jean-Luc Schneider ha spiegato come fare durante il servizio divino che ha celebrato il 19 settembre 2021 a Kápolnásnyék (Ungheria). La parola di base alla sua predica si trova in Matteo 24, 40-41: “Allora due saranno nel campo: l’uno sarà preso e l’altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l’una sarà presa e l’altra lasciata.”
Le circostanze non hanno importanza
“Quando il Signore verrà, due saranno a letto, due saranno al mulino e due nei campi”, ha spiegato il sommoapostolo. “Ogni volta, uno sarà accettato e l’altro no.” Vi ha visto un’immagine della Chiesa: in alcuni luoghi, le comunità sono in fase di semina, altrove, in fase di raccolta, altrove ancora, la vita di comunità sonnecchia.
Questo significa da una parte: “L’attività in comunità, il numero di fratelli e sorelle o la situazione della Chiesa non consentono di determinare se il Signore viene oppure no. Verrà quando lo avrà deciso.” E, dall’altra parte: “Che la comunità sia grande e in pieno sviluppo o che sia piccola e in regressione, delle anime sono preparate per il ritorno del Signore. - Si può essere benedetti in ogni comunità.”
La fede e l’amore ci aiutano a prepararci
“Quando verrà il Signore, ci sarà un giudizio; il Signore Gesù farà una cernita, selezionerà all’interno di ogni comunità, in ogni situazione”, ha precisato la guida delle Chiesa: “Certo è importante sapere ciò che è determinante. Conosciamo la risposta: questo dipende dalla disposizione di cuore, questo dipende dalla fede.”
La fede è molto più di una tradizione, di una religione o di una cultura. Consiste nella totale adesione alle verità essenziali:
L’amore fondamentale richiesto da Cristo va ben oltre l’affetto o l’emozione stessa. Colui che ama veramente il Signore …
Non emarginare, né giudicare
Chiunque ama Dio vuole anche: “creare il proprio rapporto con il prossimo su base divina. Perché ama Dio, ama il suo prossimo”, ha continuato il sommoapostolo. “Guardiamo il nostro prossimo come lo vede Gesù.” E questo significa innanzitutto: “Io lo guardo come una persona”, come un’anima che deve essere salvata, “e non solo come facente parte di tale o tale gruppo” o di tale origine.
Inoltre, il Vangelo ci insegna che non siamo autorizzati a giudicare gli altri. Gli uomini vedono solo le azioni e non la disposizione di cuore. “Non ci appartiene di correggere il peccatore affinché diventi buono. – Il nostro compito consiste semplicemente nel dire: ‘Il Signore ti ama, vieni a lui!’ Il resto, è compito di Dio.”
Autor: Andreas Rother
Datum: 06.10.2021
Themen:
Glaube