RIFLETTORI SU 8/2020: Libero e devoto fino alla fine

06.05.2020

Libero in Cristo per tutta la vita, non è ovvio. A volte, l’uomo deve lottare per rimanere libero e non farsi imprigionare di nuovo. L’apostolo di distretto Joseph Ekhuya (Africa orientale) condivide con noi le sue riflessioni a questo proposito.

 
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Molti anni fa conobbi un giovane che non accettava il termine “santificazione”. Durante la nostra conversazione, mi raccontò che aveva proposto al vescovo, di propria iniziativa, di accompagnarlo con la sua auto personale ai servizi divini. E il vescovo accettò la sua proposta. Fui irritato, in un primo momento, del comportamento del vescovo, ma, dopo una lunga riflessione, mi dissi: “Vediamo come procede la situazione.”  Due anni dopo, incontrai di nuovo questo giovane e fui sorpreso della sua trasformazione. Era completamente cambiato. Cosa era successo? Poi, capii: ogni volta che accompagnava il vescovo in una comunità, lo aspettava e si sedeva per ascoltare il servizio divino celebrato dal vescovo. Durante questo tempo, il vescovo fece scoprire abilmente e pazientemente al giovane le verità del Vangelo e ciò che rende veramente libero. Aveva funzionato. Quest’uomo non ha mai ricevuto un ministero, ma rimase fedele e s’impegnò per la Chiesa per tutta la sua vita.

All’inizio di quest’anno, il sommoapostolo ci ha dato questo motto: “Cristo ci rende liberi”. Per questo aveva citato il versetto biblico in Galati 5, 1: “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù.” Dall’inizio era ovvio che il tema di libertà evocava la libertà spirituale.

Mi sono concentrato soprattutto sulla seconda parte del versetto: “ … non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù.” Mi sono chiesto: È possibile che qualcuno già liberato da Cristo si faccia rimettere sotto il giogo dal quale è stato liberato? Ho trovato la risposta nelle parole espresse da Gesù.

Nel Vangelo secondo Matteo, c’è una dichiarazione interessante a questo proposito. In Matteo 12, 43-45 Gesù dice: “Quando lo spirito immondo esce da un uomo, si aggira per luoghi aridi cercando riposo e non lo trova. Allora dice: “Ritornerò nella mia casa da dove sono uscito”; e quando ci arriva, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va e prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrati vi prendono dimora”. Non è dunque sorprendente che i demoni che perseguitavano l’indemoniato di Gerasa abbiano chiesto a Gesù di permettere loro di entrare nei porci. (Luca 8, 32)

Conservare la libertà che Gesù ci ha concesso costituisce per noi una lotta quotidiana. Siamo stati battezzati di acqua e di Spirito e vogliamo che lo Spirito Santo dimori nei nostri cuori. Perché così la nostra fede potrà essere forte e sicura grazie alla libertà ricevuta da Cristo.

 

Fotos: NAC Eastafrica
Autor: Joseph Opemba Ekhuya
Datum: 06.05.2020
Themen: Glaube